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Home News PD "Se non riusciamo a fare le riforme è meglio andare a nuove elezioni"

"Se non riusciamo a fare le riforme è meglio andare a nuove elezioni"

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L'intervista rilasciata da Raffaele Donini a Repubblica e pubblicata mercoledì 23 maggio sulle pagine locali del quotidiano. Il segretario del PD di Bologna riflette sui risultati del voto amministrativo nella nostra regione: il Movimento 5 Stelle sfonda "perché qui siamo forza di governo", la risposta sta nel "saper interpretare il cambiamento", continuando a rinnovare - come "già stiamo facendo, con la riforma del partito e le primarie aperte" - i modi della politica

di Silvia Bignami

"Se vediamo che con questo Parlamento non è possibile fare subito le riforme necessarie al Paese, da quella sul finanziamento dei partiti a quella elettorale, allora bisognerebbe individuare e denunciare le colpe della destra, sconfitta nel Paese ma ancora forte a Montecitorio, e mi chiedo, in tal caso, se non converrebbe gestire responsabilmente una data più ravvicinata delle elezioni, perché l'Italia non può aspettare. Anche se ovviamente è una valutazione che spetta innanzitutto al gruppo dirigente nazionale". Il segretario PD Raffaele Donini, reduce da una vittoria risicatissima (51,4%) del candidato PD Giulio Pierini a Budrio, lo dice con cautela, ma l'allarme che consegna a Pier Luigi Bersani, dopo il ciclone grillino in Emilia-Romagna, è chiaro: o riforme immediatamente, addirittura entro poche settimane, oppure meglio lasciare che Monti aggiusti i conti per l'ultima volta e poi subito al voto.

Segretario, sta chiedendo al PD nazionale di togliere l'appoggio al Governo?
"No, assolutamente. Io lancio un allarme. Penso che Monti abbia il merito di avere fatto in pochi mesi quello che Berlusconi non ha fatto in tre anni. Ora però l'avvio di politiche di sviluppo dipende in gran parte dal'Europa. Il rischio è ritrovarsi ad aprile prossimo con una situazione economica ancora impegnativa, e senza le riforme di cui il Paese ha bisogno: in quel caso verremmo travolti tutti".

Lei ora parla di riforma elettorale, però pochi giorni fa Romano Prodi ha lanciato un duro monito ai partiti, che "massacrano" la volontà popolare ignorando il referendum.
"I moniti del Professore sono sempre utili e a me risulta che la proposta del PD sia il doppio turno di collegio".

Subito dopo la vittoria a Budrio ha detto: o si cambia o si muore. Deve essere il PD nazionale a cambiare allora?
"No, certo, tocca a noi. Dobbiamo saper interpretare il cambiamento: essere trasparenti, disinteressati, moralmente limpidi. Rinnovare i contenuti, ma anche i modi della politica, con meno dirigismo e più cessione di sovranità ai cittadini. A Bologna lo stiamo facendo, con la riforma del partito e le primarie aperte. Altre iniziative le presenteremo alla Festa dell'Unità. E poi, soprattutto, dobbiamo puntare sulla giustizia sociale".

In che modo?
"Dobbiamo alleggerire il peso fiscale ai redditi da lavoro e da impresa, sostenere le famiglie, e mettere una patrimoniale sui redditi più alti, continuando con decisione la lotta all'evasione fiscale".

Il PD però nel Paese cresce, è solo qui che viene travolto dai grillini. Perché sfondano nella roccaforte rossa?
"Perché noi qui siamo forza di governo. Il PD corrisponde, in Emilia-Romagna, alle istituzioni, ai partiti e alla politica. È normale che una forza 'anti-sistema' come il M5S cresca. Solo che così rischiamo di vivere il paradosso di giocare in difesa proprio nel momento in cui il PD cresce".

Si è salvata Budrio, ma in quel paese il PD ha perso 1800 voti, dal 2007. Come lo spiega?
"Ieri sera in segreteria, nonostante la vittoria che ha arginato l'uragano Grillo, ho evidenziato le difficoltà, anche se la soddisfazione per il risultato di Budrio prevale. Ha pesato il fatto che stavolta la lista civica dei socialisti, che al primo turno ha preso il 13%, non correva con noi. Il PD, rispetto alle Regionali 2010, perde solo il 4%".

A Parma e Comacchio però è stata una debacle. Il segretario regionale Stefano Bonaccini si dice a disposizione del partito. Dovrebbe dimettersi?
"Bonaccini è il nostro leader, con 200mila voti, e siamo uniti in questa sfida. Vinceremo o perderemo insieme".